Ford Fusion

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La Ford Fusion è un’autovettura prodotta dalla casa automobilistica Ford dal 2002 al 2012. Nonostante abbia lo stesso nome di un altro modello Ford, venduto in America nello stesso periodo, non ha nulla in comune con quest’ultimo.

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Presentata nel 2002, la Fusion ha trovato in Europa una collocazione intermedia tra le autovetture del segmento B e quelle del segmento C. Nella gamma Ford, la Fusion si colloca quindi al di sopra della Fiesta (dalla quale deriva) e al di sotto della Focus. Il veicolo racchiude in sé alcuni aspetti tipici delle piccole berline, delle monovolumi e dei piccoli SUV, diventando ciò che Ford definisce un “Urban Activity Vehicle”.

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Rispetto alla Fiesta, la Fusion dispone di un abitacolo più spazioso, con un tetto alto e una seduta rialzata, e di un allestimento a cui sono state fatte però critiche sulla monotona colorazione dei rivestimenti e sui sedili poco avvolgenti. A causa della sua struttura, anche il bagagliaio risulta essere molto più capiente di quello della Fiesta.

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Sotto il punto di vista della sicurezza sono presenti fino a 6 airbag (opzionali quelli laterali) e freni dotati di ABS. Non è di serie l’impianto antisbandamento ESP.

Sul mercato europeo la Fusion deve confrontarsi con vari modelli della stessa tipologia tra i quali si possono citare la Renault Modus, la Hyundai Matrix e la Nissan Note.

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Interessante la possibilità – in alcuni allestimenti – di collocare al centro del divanetto posteriore un vano portaoggetti/portalattine con sportellino rivestito in pelle (tale vano può essere quindi utilizzato anche come poggiabraccia dai passeggeri posteriori). In caso di necessità, è possibile rimuovere tale unità e ricollocare la seduta centrale posteriore.

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Una versione adattata per il fuoristrada leggero è stata chiamata Ford EcoSport e viene prodotta in Brasile e venduta in tutta l’America Latina. L’EcoSport possiede un’altezza da terra incrementata, sospensioni da fuori strada, ruote più grosse e paraurti in plastica.

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Contemporaneamente al restyling della Ford Fiesta, anche la Ford Fusion ottiene un restyling nel 2006. Si ebbero alcuni cambiamenti di stile; dal disegno degli specchietti retrovisori alle modanature delle portiere, ai gruppi ottici (sia posteriori che anteriori). In quest’ultimi gli indicatori di direzione, collocati orizzontalmente nella parte superiore del faro, ottennero una colorazione arancione. Cambiarono inoltre i fendinebbia e il disegno delle prese d’aria anteriori.

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Gli interni vennero fortemente rivisti: cambiò la strumentazione, mentre il quadrante da forma rettangolare divenne a forma di palpebra. I sedili anteriori diventarono leggermente più avvolgenti e il cruscotto, come per la Ford Fiesta, venne ricoperto da un pannello soffice al tatto e con una colorazione differente dalle altre plastiche utilizzate. Venne anche cambiato l’attacco stereo, ora identico a quello della Ford Focus. Anche il bagagliaio venne lievemente rifinito.

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Nel 2009 cambiò in parte il nome (venne aggiunta la denominazione UAV) e si aggiunsero cromature su certe parti della carrozzeria. Dal 2012 viene sostituita dalla B-Max.

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Motorizzazioni

 

1,4 litri a benzina 16 valvole da 80 CV  0-100km/h(sec): 14.0 vel.max(km/h): 163

1,6 litri a benzina 16 valvole da 105 CV 0-100km/h(sec): 11.1 vel.max(km/h): 178

1,4 litri Motore Diesel 8v da 68 CV 0-100km/h(sec): 15.5 vel.max(km/h): 158

1,6 litri Motore Diesel 16v da 90 CV 0-100km/h(sec): 12.9 vel.max(km/h): 176

 

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Ford Maya – Italdesign Maya

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Pensata per una piccola produzione giornaliera, la Maya è un prototipo realistico, progettato per mantenere il più possibile gli investimenti di industrializzazione.
La linea è tipicamente a cuneo e ricorda prototipi come Mangusta, Boomerang o Tapiro, ma con una maggiore morbidezza necessaria a garantire un Cx di 0,28.

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Destinata al mercato americano, il frontale adotta un paraurti di tipo soft-nose, materiale plastico deformabile riempito di resine poliuretaniche.
Il tetto si smonta velocemente e può essere appositamente riposto nel bagagliaio posteriore trasformando la Maya in una versione targa.

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All’interno, il volante ospita al centro un disco che raccoglie i comandi di tutte le funzioni della vettura, proseguendo la ricerca in materia avviata con la Medusa.

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Il motore, montato trasversalmente davanti all’asse posteriore, è un prototipo sperimentale della Ford USA da 3 litri, 6 cilindri a V di 60º con 4 valvole per cilindro in grado di erogare 250 cv.

Fonte: italdesign.it

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Ford Capri serie 3 (1977-1986)

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Ford Capri è un’automobile di tipo coupé prodotta dalla Ford europea, in tre successive serie, dal 1969 al 1986.

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Il nome del progetto della Capri Mk3 fu “Project Carla”. Il concept consistette in una Capri MkII, con un frontale simile alla Escort RS del periodo, e venne presentato nel 1976 al Salone di Ginerva. La terza versione della Capri introdusse un’aerodinamica migliorata, prestazioni incrementate (assieme a una riduzione dei consumi) e diversi cambiamenti estetici. Al lancio, le combinazioni motore-trasmissione della Capri II vennero eliminate e il 3.0l S venne considerato il motore più desiderabile, abbinato a un cambio automatico nelle versioni Ghia.

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La Ford iniziò a concentrarsi sul mercato inglese appena le vendite calarono, in quanto la Capri era un vero e proprio culto in Inghilterra. Venne così introdotto nel 1979 l’ “X Pack” per le versioni sportive. Questi interventi, anche se costosi e dalle vendite lente, fecero sì che la stampa parlasse entusiasticamente della Capri e delle sue prestazioni.

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Nel 1981, il 3.0 V6 venne pensionato, mentre un nuovo motore sportivo, il 2.8 Injection V6, venne presentato al Salone di Ginevra dello stesso anno. Come indicato dal nome stesso, il motore era caratterizzato dall’iniezione elettronica e aveva una potenza di 160cv che garantiva una velocità massima di 210 km/h, anche se la trasmissione era ancora a quattro rapporti.

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La Capri 2.8 Injection portò nuova linfa alla gamma e permise al modello di rimanere in produzione per ben 3 anni in più rispetto a quanto programmato dalla Ford. Il cambio a quattro marce venne rimpiazzato da un’unità a 5 rapporti.

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Un altro aggiornamento sostanziale venne effettuato nel 1984 con la Capri Injection Special e comprendeva sedili per metà in pelle e un differenziale a slittamento limitato. Esternamente, la vettura si poteva distinguere grazie ai cerchioni sportivi a sette razze e al frontale in tinta con la carrozzeria anziché nero.

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Anche se la Capri non faceva più parte di alcuna competizione sportiva, Ford of Germany sviluppò nel 1982 un’edizione limitata, solo con guida a sinistra, dotata di turbo e di 190cv con una velocità massima di 220 km/h. Esteticamente fu molto aggressiva grazie al bodykit, mentre il motore e i cerchioni riportarono il simbolo “RS”.

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Un’altra versione speciale, la Tickford Capri, utilizzò il 2.8 Injection potenziato a 206 cv (al contrario della versione RS che montava un motore a carburatore derivato dalla Granada). Questa edizione speciale era molto lussuosa grazie agli interni completamente in pelle e alla moquette Wilton.

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Esteriormente possedeva un largo alettone posteriore, griglia anteriore colorata e un bodykit disegnato da Simon Saunders, il quale divenne in seguito designer alla KAT Designs e poi disegnatore della Ariel Atom. I freni posteriori erano a disco. Questo modello venne modificato a mano dagli operai della Tickford con tempi di 200 ore di lavoro per vettura. Uno dei problemi principali della Tickford Capri era il prezzo, circa il doppio di quello di una Capri Injection.

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Dal novembre 1984, la Capri venne venduta solo in Gran Bretagna con guida a destra. Il 1.6 e il 2.0 vennero associati a un nuovo allestimento (Laser) con manopola del cambio e volante in pelle, finestrini elettrici e mascherina e specchietti retrovisori verniciati. L’ultima versione limitata era la Capri 280 prodotta in 280 esemplari con differenziale a slittamento limitato, interni Recaro completamente in pelle e cerchi a sette razze da 15″. Vennero costruiti 1038 esemplari.

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Quando l’ultima Capri venne costruita, il 19 dicembre 1986, venne calcolato che la produzione terminò con la fabbricazione di 1.886.647 esemplari tra le varie serie.

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Ford Capri serie 2 (1974-1977)

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Ford Capri è un’automobile di tipo coupé prodotta dalla Ford europea, in tre successive serie, dal 1969 al 1986.

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Nel 1974 debuttò una versione dotata di carrozzeria totalmente ridisegnata, denominata Capri II. Molto più pratica (grazie al portellone posteriore), la nuova Capri aveva linee assai più semplici e meno aggressive rispetto alla serie precedente. Anche gli interni erano nuovi, mentre la meccanica rimaneva quella dell’ultima evoluzione della prima serie, a parte l’adozione di freni a disco maggiorati.

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I motori, ripresi dalla gamma Taunus e Granada, erano 4 o 6 cilindri (tutti con distribuzione monoalbero), con cilindrate comprese tra 1,3 e 3 litri, tutti dotati di alternatore. L’ampia gamma di allestimenti disponibili (L, GL, S e Ghia) e l’estesa offerta di motorizzazioni costituivano uno dei punti di forza della Capri II. La gamma per l’Italia includeva le versioni 1.3 L (1297cc, 60cv), 1.6 L (1593cc, 72cv) 1.6 Ghia (1593cc, 88cv), 1.6 S (1593cc, 88cv), 2.0 S (1993cc, 98cv) e 3.0 V6 Ghia (2994cc, 138cv). Su richiesta era disponibile anche la versione 2.3 V6 Ghia (2293cc, 108cv).

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La crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur (autunno 1973), che aveva cambiato radicalmente il modo di pensare della società europea (le coupé, da autovetture “alla moda”, erano divenute simbolo di spreco e ostentazione fuori luogo), e la minor piacevolezza della linea non consentirono alla Capri II di ottenere il successo della prima serie. Come quest’ultima, la seconda serie venne venduta, fino al 1976, anche negli Stati Uniti, sotto il marchio della controllata Mercury.

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Ford Capri serie 1 (1969-1974)

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Ford Capri è un’automobile di tipo coupé prodotta dalla Ford europea, in tre successive serie, dal 1969 al 1986.

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Riprendendo la denominazione da un fortunato e lussuoso modello Lincoln dei primi anni cinquanta, la Ford Capri fece il suo debutto al Salone dell’auto di Bruxelles del 1969; un progetto particolarmente ambizioso per la Ford europea che intendeva ripercorre il successo internazionale ottenuto con la “Escort”. La “Capri” veniva costruito nelle fabbriche del Nord Europa situate in Germania, Belgio e Inghilterra e, a fronte della stessa carrozzeria esterna, veniva proposto con motorizzazioni diverse a seconda dei mercati di destinazione.

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Le cilindrate dei motori variavano dai 1.300 ai 1.700 cc per quelle prodotte in Germania, dai 1.300 ai 1.600 cc per quelle anglosassoni. Alle versioni normali era affiancata anche una versione maggiormente sportiva equipaggiata da un motore a V da 2.000 cc.

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Già nel corso del primo anno di produzione sul mercato britannico venne introdotto anche un motore da 3.000 cc e 138 cv e su quello tedesco uno da 2.300 cc e 125 cv dotato di doppio carburatore.

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L’anno successivo, il 1970, segnò il debutto di questo modello anche su altri mercati quali il Sudafrica, l’Australia e il Nordamerica, dotato unicamente di un motore di 1.600cc, sostituito dal fratello maggiore da 2.000 nell’anno seguente.

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La modifica successiva interessò ancora il modello top di gamma che ricevette un nuovo impulso di potenza con la sostituzione dei carburatori con l’iniezione, da qui la presentazione della Ford Capri RS2600 da cui venne tratta la versione destinata alle competizioni automobilistiche Turismo.

 

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Dopo ulteriori modifiche nella gamma dei motori, ripresentati nuovamente a carburatori anche per le maggiori cilindrate, tirando le somme delle vendite si può affermare che il modello ebbe un notevole successo commerciale, con l’uscita dalle catene di montaggio nell’agosto 1973 del primo milionesimo esemplare.

 

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Ford Synus

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Coloro i quali ritengono di essere oggetto di sgradevoli attenzioni da parte di organizzazioni malavitose pronti ad aggredirli, potrebbero cominciare a valutare la possibilità di acquistare la Ford Synus, un veicolo avveniristico, sicuro, quasi inviolabile e tecnologicamente avanzatissimo.

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In effetti la protezione che può offrire Synus da eventuali attacchi anche da parte di armi da fuoco o esplosivi in genere è altissima, ma ciò non significa che ci troviamo dentro una sorta di carro armato, tutt’altro, basti solo pensare che gli interni di questo veicolo sono l’esempio del confort massimo e le comodità sono di altissimo livello come gli accessori che vengono previsti per Synus; ad esempio, le poltrone poste posteriormente, modulabili e si possono posizionare a seconda degli usi da farsi, compresa la possibilità di organizzare un piccolo meeting internamente al veicolo o assistere ad un film sul DVD con maxi schermo.

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In Synus ritroviamo anche un potente computer portatile oltre a decine di altri accessori per rendere non solo il viaggio un’esperienza indimenticabile, ma anche dare la possibilità di poter affrontare ogni occasione di lavoro, come ci si potrebbe aspettare da un attrezzato e gradevole ufficio nel senso stretto del termine.

 

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Il veicolo è, chiaramente, blindato, compreso i vetri e il tettuccio e le gomme, insomma, un vero scrigno su quattro ruote che ancora non siamo in grado di immaginare che venga prodotto, ma se ciò avvenisse, immaginiamo, visti i prezzi che avrà, potrebbe essere appannaggio da parte di qualche riccone di turno, oppure, potrebbe essere destinato a scopi militari, vedremo.

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Ford-Harley Davidson F150

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Ford, insieme ad Harley-Davidson, celebre marchio motociclistico, concepisce uno straordinario Pick-up che, oltre alle doti riconosciute in questo genere di vettura, si avvale di richiami stilistici della celebre Harley in una sorta di rievocazione storica in omaggio alla nota marca americana.

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Il frutto del connubio di queste due celebri aziende si chiama, Ford Harley Davidson F-150 ed è riconoscibile dalla cabina più grande rispetto alla versione tradizionale, dai grandi cerchi in lega leggera da 22 pollici e, ovunque possibile, dai segni distintivi che riconducono alla nota Casa di moto.

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Parliamo di un’auto a trazione integrale, con un immenso pianale di carico e un generosissimo propulsore a 8 cilindri in grado di erogare 300 cavalli di potenza. Significativi i colori, nero con bande color salmone e i marchi della Harley che spiccano anche sulle fiancate e sul frontale. La F-150 è caratterizzata anche da un confortevolissimo abitacolo, rigorosamente in pelle nera, anche qui con l’effige della Harley,nei punti più visibili, dotato di strumentazione all’avanguardia, soprattutto per una vettura nata come veicolo da lavoro in primis e, perché no, come mezzo da diporto, in seconda battuta.

Ford F-250 Super Chief concept

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L’ estetica va al di là di ogni aspettativa, per noi europei, tanto affezionati alle linee soft, equilibrate e senza rivoluzionari design dell’ultima ora. L’impressione che si trae guardando da qualsiasi direzione questa concept è quella di un animale jurassiko, quasi, senza né capo né coda.

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Ma in America è un’altra storia, abituati, da sempre, a disegni stravolgenti e a linee strasbordanti. Oltretutto, F-250 è enorme in fatto di dimensioni, 6,731 m di lunghezza, 1,999 m di altezza e 2,343 m di larghezza, una sorta di monolocale, spazioso, ambulante che solo le strade americane possono accogliere senza far ricorso alla Stradale per agevolargli le manovre.

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Di conseguenza, ne risulta una linea “dopata”, massiccia, extra large, le fiancate, bombate, come la parte anteriore e posteriore, in una sorta di rifiuto di venire a patti con l’aerodinamica, date le forme spigolose e, persino, grezze di quest’ auto.

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All’interno si respira un’aria da suite presidenziale, dove gli elementi che costituiscono l’abitacolo, legno, alluminio, pelle e plastiche fuse insieme, confluiscono fra di esse nell’arzigogolamento che han creato i progettisti, col tentativo, non sempre riuscito, di mettere a posto ogni cosa.

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Il risultato è il lusso, a volte persino troppo ostentato, ma sul gusto di chi ha operato in tal senso, resta qualche serio dubbio. Avremmo preferito meno materie prime e più raccordate fra di esse, piuttosto che un’accozzaglia di effetti dal risultato, per lo meno discutibile.

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E, in vena di sbalordimenti estremizzati, Ford, ha trasferito la propria eccentricità, stavolta, anche sotto il cofano, dove, a “galleggiare” in uno spazio enorme, trova posto un propulsore dalle notevoli proporzioni, un 10 cilindri da 6,8 litri, con 20 valvole, definito “Supercharged tri-fuel”.

 

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In una sorta di rincorsa agli eccessi, anche l’alimentazione non poteva venir meno, infatti, il motore della F-250 è alimentato a benzina, etanolo E85 e…. perché no, anche idrogeno, tre diversi combustibili, in un’ unica vettura; da qui il suffisso “tri-fuel”.

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Ford 4 Trac

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Si chiama 4 Trac, la si riconosce facilmente per l’ appariscente frontale, caratterizzato da un’ ampia mascherina in cui campeggia un logo di proporzioni più grandi di quello utilizzato correntemente nelle auto di produzione Ford.

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Le fiancate, tuttavia, risultano alleggerite da intersezioni di forme e venatura che conferiscono alla vettura quella grazia tale da farla assurgere fra le pick-up più leggiadre presentate in quest’ ultimo periodo.

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L’ adozione, inoltre, di led azzurri ed arancioni sul gruppo ottico, stranizza, ma al contempo appare originale e stacca, almeno a prima vista, con la concorrenza. E’, comunque, certo, che non sono soltanto questi gli elementi di stacco con la produzione degli altri marchi.

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La generosità delle dimensioni dei cerchi da 17 pollici ricoperti con gomme dai molteplici utilizzi, la doppia cabina, il grande vano di carico posteriore, la divisione a due ante del portellone, fanno di 4 Trac un auto che si differenzia anche nei piccoli accorgimenti ma che nell’ insieme ne fanno una vettura personalissima.

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Poco o nulla si sa, sul o sui, propulsori che la Casa intenderà montare su questa concept, si sa bene, invece, che trattasi di un 4 X 4, così come ben si apprende che l’ auto disporrà di un ottimo sistema di controllo della stabilità che, nel complesso, dovrebbe dotare la 4 Trac di sportività, mista a potenza e robustezza, doti riscontrabili, da sempre, nelle auto di produzione Ford.

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Ford Focus 2010

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L’attesa è finita. Al Salone di Detroit è stata finalmente svelata la terza generazione della Ford Focus che arriverà sul mercato nel 2011.  Nuovo design, nuove tecnologie, costi accessibili e consumi ridotti sono i punti di forza della vettura che è destinata a fare da traino alle vendite della casa americana in ben 122 Paesi. L’obiettivo è infatti quello di produrre 2 milioni di unità in soli 2 anni.

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Proposta nelle versioni cinque porte e berlina quattro porte, la nuova Focus è figlia della filosofia ”Kinetic design” che si traduce con nuovi fari, prese d’aria importanti, linee aggressive ed una sezione posteriore spiovente a donare movimento a tutto l’insieme. Ecco perché somiglia più alla Fiesta che alla sua versione precedente.

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 motori garantiscono una riduzione dei consumi che va dal 10% al 20%. Sarà inoltre possibile scegliere fra turbo a iniezione diretta a quattro cilindri EcoBoost, includendo una versione da 1,6 litri solo per l’Europa, e motori diesel common-rail Duratorq TDCi.  Ford offre inoltre un nuovo cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti.

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“La nuova Ford Focus – ha dichiarato Alan Mulally, Presidente e CEO di Ford – è una chiara dimostrazione che la nostra strategia ONE Ford sta offrendo ai consumatori di tutto il mondo grandi prodotti, capaci di esprimere al meglio le potenzialità di Ford Motor Company. L’efficienza resa possibile dalla nostra nuova piattaforma globale delle vetture del segmento C, ci consentirà di offrire ai clienti Ford Focus un prodotto accessibile caratterizzato da qualità, consumi ridotti, sicurezza e tecnologia ben oltre le loro aspettative”.

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Il lancio sarà simultaneo in Europa e Nord America. La produzione della Ford Focus di nuova generazione verrà avviata contemporaneamente in Europa e Nord America alla fine del 2010, mentre il lancio su questi mercati è previsto per i primi mesi del 2011. La nuova Focus arriverà poi anche in Asia, Africa e Sud America.

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